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Alimentazione corretta - Guida Medica

Guida medica per una corretta alimentazione

A cura del servizio salute Belcreda - health@belcreda .it
Direzione Scientifica: Dr. Prof. Francesco Cefis

- 1. Alimentazione e nutrizione
- 2. Squilibri nutrizionali
- 3. La celiachia
- 4. Alimentazione corretta
- 5. I prodotti da agricoltura biologica
- 6. Cascina Belcreda

Alimentazione corretta

Una dieta corretta è un validissimo strumento di prevenzione per molte malattie. Alla base di uno sviluppo umano completo, sia fisico che mentale, stanno la proporzione dei tipi di alimenti e la qualità dei cibi che mangiamo.
Cibi di cattiva qualità, contaminati o non conservati correttamente possono costituire fattori di rischio fino a divenire causa di malattia e persino di morte.
Anche un’alimentazione squilibrata o scorretta può generare condizioni di disordine o vere e proprie patologie che risultano in molti casi addirittura mortali.

Nei paesi industrializzati si avverte sempre più l’esigenza di garantire la sicurezza e la qualità degli alimenti che vengono prodotti, immessi sul mercato e distribuiti attraverso le catene commerciali e di ristorazione.
Sicurezza alimentare significa avere la certezza che ciò che mangiamo sia veramente sano.
E’ di fondamentale importanza verificare la qualità degli alimenti, controllandone le qualità organolettiche e
microbiologiche.
I prodotti alimentari vengono coltivati e lavorati in luoghi spesso lontani dagli utilizzatori finali. Inoltre, tra produzione e consumo intercorrono spesso tempi lunghi, e i passaggi possono essere numerosi. Perciò la conservazione corretta degli alimenti diviene fondamentale.

La sicurezza alimentare può essere garantita solo da adeguati metodi di produzione, di trattamento e di conservazione degli alimenti ed è importante mettere in atto una serie di misure di controllo e di prevenzione dai rischi alimentari.
Gli organismi mondiali che maggiormente s’impegnano in materia di sicurezza degli alimenti sono la FAO e l’OMS.
Gli alimenti possono essere contaminati da diversi agenti di natura fisica, chimica o microbiologica che a volte sono la causa di patologie anche letali.
Per garantire la sicurezza degli alimenti, dal prodotto grezzo sino a quello confezionato che giunge sulla tavola del consumatore sono state messe a punto strategie e metodi di prevenzione delle contaminazioni e di controllo che coprono tutte le fasi della lavorazione, dalla semina al confezionamento, dalla lavorazione all’esposizione sugli scaffali del negozio o del supermercato.

Questi controlli sono svolti dagli operatori del settore che vigilano su:
- processi di produzione degli alimenti
- protocolli e procedure di controllo
- rischio chimico (fitosanitari in agricoltura)
- rischio microbiologico (zoonosi e altre malattie che si trasmettono col cibo). Perché i microrganismi che possono contaminare il cibo vanno dai batteri ai virus ai protozoi; ad essi si aggiungono le tossine di origine batterica o fungina.
E’ bene verificare che i prodotti che finiscono sulle nostre tavole abbiano superato tutti i suddetti controlli.
Il rapporto tra nutrizione e salute è strettissimo.

Lo stile di vita e le scelte alimentari possono evitare lo sviluppo di malattie o al contrario provocarne l’insorgenza.
Fare regolarmente dello sport, camminare e mangiare in modo sano, povero di grassi saturi e ricco di vitamine può fare la differenza. Infatti, abusi o carenze alimentari conducono inevitabilmente a malattie mentre una dieta sana ed equilibrata aiuta a prevenirle e assicura uno stato di benessere psicofisico.

La dieta bilanciata è un requisito indispensabile di prevenzione.
Una dieta bilanciata è costituita dai cibi macronutrienti e da quelli micronutrienti.
• I macronutrienti sono carboidrati, proteine e grassi.
I carboidrati dovrebbero fornire il 60% dell’energia giornaliera, per lo più come amidi e in piccola parte come zuccheri semplici. L’apporto di fibre dovrebbe essere di 30 g/die.
I grassi dovrebbero rappresentare il 30% delle calorie.
Le proteine vegetali e animali dovrebbero fornire il restante 10%.
• I micronutrienti sono le vitamine e i sali minerali, gli antiossidanti, e gli amminoacidi essenziali.

Quanti pasti al giorno?
E’ bene consumare quattro – cinque pasti nell’arco della giornata.
• La prima colazione è fondamentale per affrontare la giornata e deve fornire il 20% del fabbisogno calorico giornaliero;
• il pranzo e la cena forniranno ciascuno il 30%.
• Per non arrivare a tavola affamati è buona abitudine fare due spuntini tra i pasti principali, vale a dire a metà mattina e a metà pomeriggio. Questi due piccoli pasti dovrebbero apportare ciascuno il 10% dell’energia quotidiana.
La dieta va regolata in funzione dell’età. E’ indispensabile modificare la dieta e l’apporto di calorie nel corso della vita perché ogni età ha le proprie esigenze da soddisfare.
Per il neonato, che raddoppia in sei mesi il proprio peso, il latte materno è l’alimento più adatto fino al quarto-quinto mese. Con il latte materno riceve sostanze antibatteriche e fattori immunologici. Il latte materno contiene circa il 50% di grassi, il 43% di carboidrati e solo il 7% di proteine.
• Dopo il quinto mese nella dieta del bambino vengono introdotti cereali, verdure, frutta, carne e uova che coprono i nuovi fabbisogni biologici. Dal secondo anno di vita l’alimentazione diventa più solida e ricca.
Con l’adolescenza l’apporto nutrizionale è maggiore; l’accrescimento della statura impone un maggior consumo di sostanze ricche di proteine ad alto valore biologico, di acidi grassi essenziali, di calcio e vitamine. L’aumentato fabbisogno energetico richiede una maggiore assunzione di zuccheri.
• Nell’adulto il fabbisogno energetico si stabilizza e dipende quantitativamente dall’altezza, dalla struttura fisica, dall’attività motoria e dal sesso. Il rapporto tra glucidi, grassi e proteine è quello indicato nella dieta bilanciata.
Nell’anziano il fabbisogno calorico diminuisce; si modificano i centri della sazietà e della fame, mentre il centro regolatore della sete tende a essere meno efficiente e a non trasmettere il desiderio di bere anche se ce n’è necessità. Con l’andare degli anni diminuisce anche la sensibilità gustativa, si alterano il gusto dell’amaro e dell’acido, non quello del dolce. La digestione degli zuccheri è più laboriosa e più difficoltosa è l’assimilazione di proteine e di alcuni nutrienti come il calcio, il ferro, l’acido folico e la vitamina B 12. Questo succede perché diminuiscono le secrezioni gastriche ed enzimatiche e diminuisce la motilità intestinale.