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Squilibri Nutrizionali - Guida Medica

Guida medica per una corretta alimentazione

A cura del servizio salute Belcreda - health@belcreda .it
Direzione Scientifica: Dr. Prof. Francesco Cefis

- 1. Alimentazione e nutrizione
- 2. Squilibri nutrizionali
- 3. La celiachia
- 4. Alimentazione corretta
- 5. I prodotti da agricoltura biologica
- 6. Cascina Belcreda

Squilibri nutrizionali

Si ha uno squilibrio nutrizionale quando l’organismo non riesce ad alimentarsi con tutte le sostanze di cui necessita. Quando la nutrizione è squilibrata, nella quantità o nella qualità, determina nell’organismo effetti clinici da malnutrizione. Uno squilibrio quantitativo può verificarsi sia in eccesso che in difetto.

Nei paesi industrializzati, oggi il disturbo più comune da malnutrizione è l’obesità, dovuta ad uno squilibrio quantitativo per eccesso di alimenti. Al contrario, nelle aree povere del pianeta, uno scarso apporto alimentare porta alla sottonutrizione: i grassi di deposito che dovrebbero servire da riserva vengono bruciati e l’organismo s’indebolisce. Ma oltre che da queste cause per così dire esterne gli squilibri possono derivare da patologie nutrizionali.
Queste si presentano nonostante un’alimentazione corretta e danno ugualmente il risultato della malnutrizione.

Le principali patologie nutrizionali sono: intolleranze alimentari, allergie alimentari e sindromi da malassorbimento.

Intolleranze alimentari.

Le intolleranze alimentari si verificano quando il nostro organismo reagisce negativamente se mangiamo certi alimenti, o a causa della presenza di conservanti, coloranti, tracce di insetticidi, diserbanti, agenti chimici, negli alimenti stessi.
Le intolleranze alimentari sono reazioni tossiche, dosedipendenti e non mediate da meccanismi immunologici.
Dosedipendenti - significa che la reazione si aggrava con l’aumentare della quantità di sostanze tossiche
introdotte.
Non mediate da meccanismi immunologici - significa che l’organismo non reagisce con la produzione di anticorpi
e gli effetti derivanti dall’assunzione delle sostanze si presentano anche alcune ore dopo.
Nelle intolleranze l’organismo produce sintomi più deboli rispetto alle allergie, dunque più difficili da individuare; inoltre questi sintomi dipendono dalla quantità di cibo ingerita e si possono manifestare a distanza di molte ore dall’ingestione.
Le intolleranze alimentari sono perciò più difficili da riconoscere rispetto alle allergie.
Le cause delle intolleranze alimentari possono essere farmacologiche o enzimatiche.

Nel caso delle intolleranze farmacologiche il nostro organismo reagisce a particolari sostanze.

  • Se l’organismo non è in grado di trasformare l’istamina contenuta in determinati cibi, quali formaggi stagionati, salumi, pomodori, pesci (aringhe, tonno, salmone, sardine), si ha una reazione di tipo istaminico, che può generare prurito, rash cutanei, orticaria; raramente asma e shock anafilattico.
  • se al contrario il soggetto non riesce a disattivare la tiramina presente, per esempio, in formaggi, banane, avocado, si ha una reazione di tipo tiraminico, che può causare tachicardia, ipertensione, cefalea pulsante, febbre e vampate al volto.
  • Oltre a queste ci sono le reazioni dovute ad additivi naturali o chimici (nitriti, solfiti, nitrati, glutammato di sodio, coloranti) aggiunti agli alimenti per migliorarne il gusto, l’aspetto, la conservazione. Queste danno prurito, orticaria, rinite, asma, cefalea, emicrania.

Quando esistono cause enzimatiche delle intolleranze alimentari, al nostro organismo mancano gli enzimi necessari ad assorbire gli alimenti in modo adeguato.
Gli enzimi sono delle sostanze prodotte dal nostro organismo che servono a scomporre gli alimenti.

A volte gli enzimi mancano o funzionano male

  • Quando l’organismo non è capace di metabolizzare alcune sostanze, allora le cause delle intolleranze sono di tipo enzimatico. A volte possono essere congenite.
  • Le reazioni di tipo enzimatico generano disturbi digestivi o disturbi dell’assorbimento. Per esempio, possono mancare sui villi intestinali gli enzimi capaci di scindere e far assorbire lattosio e saccarosio. In questo caso avremo aumento di questi disaccaridi nel colon e di conseguenza fermentazioni intestinali, flatulenza, distensione addominale, dolore, diarrea.

Allergie alimentari.

Nelle Allergie alimentari si ha una reazione agli antigeni contenuti nei cibi.
Gli antigeni sono alcune sostanze in grado di attraversare la parete intestinale e che vengono riconosciute come “nemiche” dal nostro sistema immunitario.
In un soggetto sano gli antigeni contenuti negli alimenti di solito non attraversano la parete intestinale perché vengono inattivati dal succo gastrico, dagli enzimi del pancreas e dell’intestino, dal sistema immunitario delle mucose, dalla flora batterica dell’intestino stesso.
Se invece gli antigeni attraversano la barriera intestinale, nei soggetti predisposti, danno sensibilizzazione e reazioni allergiche.

Gli alimenti che più di frequente causano allergie alimentari sono:

latte, cioccolato, cereali, legumi, uova, agrumi, pomodori, crostacei, pesce, arachidi.

Esistono inoltre alimenti diversi che contengono antigeni comuni:
ad esempio la gliadina è presente nell’orzo, nel grano, nella segale; l’antigene del merluzzo è presente in molti
altri pesci. Questo fatto è alla base delle reazioni alimentari crociate.

Le allergie alimentari possono anche essere provocate da sostanze contaminanti presenti talvolta negli alimenti come ad esempio coloranti, conservanti o additivi.
Esse, anche in quantità minima, scatenano vistose reazioni nei soggetti sensibilizzati.
Le reazioni allergiche possono essere immediate o ritardate.
Le reazioni immediate si manifestano subito dopo aver mangiato certi alimenti e danno orticaria, edema laringeo, difficoltà respiratorie, vomito, eczema, edema delle labbra e della lingua, nausea, dolore addominale e a volte shock anafilattico.
Gli alimenti scatenanti sono latte vaccino, frumento, noccioline, cioccolato.
Le reazioni ritardate si manifestano alcune ore dopo, con astenia, ansia, dolori muscolari e articolari, otite. Di solito fanno seguito a una gastroenterite acuta.
E’ molto difficile identificare gli alimenti responsabili; il più delle volte restano sconosciuti.
La diagnosi si fa con dei test che mettono a stretto contatto la pelle con le probabili sostanze “colpevoli” o con
dieta di eliminazione.

Il malassorbimento: cattivo funzionamento dell’intestino.

L’assorbimento delle sostanze nutritive viene effettuato dal piccolo intestino, talvolta questo procedimento può essere alterato a causa di alcune malattie. Si parla quindi di malassorbimento.
I sintomi di questo disturbo sono: perdita di peso, glossite, spasmi carpo-podalici, assenza di riflessi, endinei, ecchimosi cutanee, flatulenza, distensione addominale, meteorismo, diarrea o steatorrea.